ACSI CICLISMO SBARCA IN INDIA, HIMALAYAN HIGHEST LADAKH A LUGLIO IN MTB

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ACSI in sella con l’Himalayan Highest Ladakh fra mountain bike e solidarietà

Dal 4 al 9 luglio la gara ciclistica a tappe più “alta” al mondo

510 km e 9000 metri di dislivello assieme ad ACSI Ciclismo

Le opinioni dei vincitori della scorsa edizione

 

 

“Partecipare a questo evento non significa solamente iscriversi ad una gara, bensì partecipare ad un’impresa epica che va al di là del risultato sportivo, consapevoli d’aver vissuto un’esperienza straordinaria, per sfida o solo per piacere”, recita la locandina della seconda Himalayan Highest Ladakh, la gara ciclistica a tappe più “alta” del mondo, sponsorizzata da ACSI Ciclismo, un ente di promozione sportiva che non si ferma mai, e che sfonda anche i confini nostrani approdando nella suggestiva India.

L’Himalayan Highest MTB Race è lunga 510 km con 9000 metri di dislivello, e si svolgerà a tappe dal 4 al 9 luglio, grazie al patrocinio e al completo sostegno di istituzioni, autorità locali ed ACSI Ciclismo, e in forza della relazione consolidata con la struttura di supporto in Ladakh (India). Il percorso prevede il valico di tre passi oltre quota 5.000 metri, che posiziona l’HHMR come la gara ciclistica a tappe più alta al mondo; la prova si sviluppa in sei tappe, percorrendo il tracciato all’interno della regione del “Piccolo Tibet”, con i suoi panorami mozzafiato, nell’impareggiabile scenario della catena himalayana. Per iscriversi consultare il sito www.mountainbike-wwb.com.

Il Ladakh è la zona dell’India in cui si sono rifugiati i tibetani in esilio, dai tempi dell’invasione cinese. Qui portano avanti quotidianamente i loro usi e costumi, le loro tradizioni che nel Tibet di oggi sono state sostituite dalle imposizioni della cultura cinese, per questo motivo la regione viene chiamata “Piccolo Tibet”.

L’Himalayan Highest MTB Race Ladakh 2016 è un evento imperdibile per gli amanti della mountain bike, una manifestazione che permetterà a tutti i partecipanti di calarsi in una realtà senza tempo, dove si possono ancora respirare gli usi e costumi che in Tibet stanno scomparendo, ed è anche un’occasione per l’associazione Wheels Without Borders per dare un aiuto a chi ha bisogno con parte del ricavato della manifestazione a favore del progetto solidale 2016: “HHMR 2016 fa del bene a chi partecipa, ma soprattutto chi partecipa fa del bene!”. Ma la 2ª edizione della gara a tappe in mtb più alta al mondo sarà ancora doverosamente legata, anche e soprattutto, al progetto “Ricostruiamo il Nepal”, per dare un aiuto al paese martoriato dal terribile terremoto.

I partecipanti del 2015 sono consapevoli di aver vissuto un’esperienza straordinaria, tanti i protagonisti nostrani, come Stefania Valsecchi, vincitrice della classifica femminile: “L’idea di pedalare sui valichi più alti al mondo, sulle montagne dell’Himalaya, era esaltante già di per sé ed è stata un’esperienza molto bella e positiva in tutti i sensi, anche per il clima bellissimo tra noi concorrenti. I componenti dell’Organizzazione sono stati veramente strepitosi”.

Il “leone” Marzio Deho si è aggiudicato la classifica Senior: “Per me è stata una grandissima emozione partecipare. Un’esperienza unica, in posti veramente spettacolari. In Italia siamo abituati bene, ma qui abbiamo mangiato veramente alla grande. Correre dai 3.500 ai 5.500 metri non è facile, occorre acclimatarsi al meglio, io sono riuscito a farlo abbastanza bene. Ho cercato di spingere dando tutto ciò che avevo. Questa è una gara unica, un’esperienza da provare e da vivere per tutti gli amanti della mountain bike”. Thomas Dietsch è invece tornato a casa con lo scettro di vincitore degli Under: “Sono stati sei giorni davvero incredibili, abbiamo visto tante cose differenti. Il paesaggio a volte verde, con montagne davvero maestose, a volte innevate. L’organizzazione dei campi è stata eccellente, con una bella atmosfera e delle belle persone. Devo dire che è difficile pedalare a queste altitudini, tuttavia è stata un’esperienza significativa ed ero particolarmente interessato a scoprire la sintonia con il mio corpo, visto che era la prima volta che pedalavo sempre sopra i 3.500 metri. Resterà un gran bel ricordo, ho visitato tantissimi paesi, ma qui voglio assolutamente tornare, perché è incredibile”. Gareggiare alla scoperta di panorami unici ed in sella ad ACSI Ciclismo, tutto questo è l’Himalayan Highest Ladakh, ne vale veramente la pena.

Info: www.acsi.it/Ciclismo